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Il Progetto

Nell'ambito delle iniziative previste dalla LR 19/2004, INFORMEST cura la realizzazione del Progetto "OER ACTIVE – Osservatorio sulle economie reali dell'Europa Centrale ed Orientale rilevanti per il Friuli Venezia Giulia". Il Progetto si pone l'obiettivo di realizzare una comunicazione attiva nei confronti principalmente delle imprese regionali per diffondere i contenuti del monitoraggio (condotto da circa 1 anno su basi metodologiche rigorosamente scientifiche dagli analisti di INFORMEST) sul reale andamento della situazione economica e sugli effetti delle misure anti-crisi in una serie di 12 Paesi dell'Est: Albania, Bulgaria, Croazia, Moldova, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria.

Per il loro rilievo nelle relazioni economiche del Friuli Venezia Giulia, questi Paesi saranno ancora determinanti nei prossimi anni per la ripresa della nostra crescita. Obiettivo del Progetto è perciò di fornire alle imprese una informazione corretta sull’andamento della loro economia reale. Sotto osservazione in particolare le prospettive dei Paesi dell’Est più rilevanti nel breve e nel medio periodo e le nuove opportunità che vi emergono nel contesto determinato dalla crisi, al fine di orientare le operazioni commerciali e di investimento delle imprese regionali impegnate a diversificare i propri mercati di sbocco.

 

Guida storico-economica della crisi

Un doppio passaggio è stato spesso inappropriatamente utilizzato per identificare l'evoluzione della crisi in Europa orientale con la crisi del processo di integrazione economica e finanziaria, e la crisi del processo di integrazione economica e finanziaria con la crisi del processo di transizione economica tout-court.

Tuttavia la transizione economica coinvolge dimensioni economiche estranee a meccanismi di mercato, come un efficace interazione tra Stato e settore privato e la capacità delle istituzioni statali (in particolare quelle amministrative e giudiziarie). Quelle dimensioni non solo influenzano ma determinano - per esempio – la qualità del business environment, la competitività settoriale e così via. Di conseguenza, la dimensione politica, a dire una concezione strategica dello sviluppo complessivo di un paese, l'individuazione di politiche di medio termine ed interinali e la capacità di attuazione di una strategia a medio termine, è significativa.

Il processo di integrazione commerciale e finanziaria è stato l'aspetto centrale del meccanismo di sviluppo regionale dell’Europa Orientale intrinseco alla fase di transizione economica. Un siffatto meccanismo a livello nazionale era formato da: a) diversi mix di politiche macroeconomiche e diversi sistemi di vigilanza bancaria; b) diverse possibilità e opportunità per il finanziamento del disavanzo strutturale di conto corrente; c) diversi livelli di avanzamento nel processo di riforma (in particolare per quanto riguarda le riforme con un impatto sulla spesa pubblica) e diversi livelli di capacità di governance.

I Paesi della regione hanno mostrato una varietà di reazioni a causa della diversa composizione – variabile da paese a paese – dei fattori di amplificazione o di contenimento degli shock negativi che si sono andati propagando attraverso i canali finanziari, i mercati dei beni e dei servizi e ei mercati del lavoro. Non è dunque un caso che fattori che limitano la grandezza degli shock, come la presenza di banche straniere, la qualità istituzionale e un elevato livello di investimenti diretti esteri pro capite, siano tutti presenti in Europa centro-orientale, i primi riformatori della transizione, mentre i fattori di amplificazione, come l'esplosione del credito nei due anni precedenti la crisi, alti livelli di debito estero, elevato grado di apertura dell'economia e l'ancoraggio della moneta nazionale, sono presenti in maniera più distribuita.

Ultimi monitoraggi

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Eventi e seminari

Il ciclo di seminari si è concluso il 7 settembre 2010. Visualizzando il calendario completo è possibile scaricare le relative presentazioni.